Ecco qua, a commentare la prima sconfitta in campionato, che interrompe anche l’imbattibilità del fortino dello Stadium, luogo dove si sono costruiti i sei scudetti di fila e le finali di Champions.

Nel giro di una settimana ci ritroviamo ad essere spettatori e non attori dello scudetto, e nel chiederci come mai dovremmo risponderci “Cui prodest?”

Certo la V.A.R. sembra che sia obbligatoria per regolamento per ogni azione favorevole alla Vecchia Signora, mentre per azioni dubbie che non portano al gol l’arbitro giudica sempre che si deve continuare.

Ma noi siamo superiori e non piccoli di cervello come certe tifoserie e sappiamo bene che se abbiamo preso cinque punti in due partite dalla capolista Napoli, facendoci scavalcare anche dai milanesi delle “polveri sottili”, non possiamo che dire “Mea culpa”, inteso come scelte di mercato da parte degli addetti della Società.

Come si fa a decidere di far partire Bonucci non avendone un degno sostituto ? Si prende il tedesco che ancora rimane un oggetto misterioso, e trapelano notizie che le sue ginocchia abbiano già subito attenzioni e interventi in passato.

Come si può non intervenire sul goleador pagato a peso d’oro che ormai abbiamo capito che è venuto solamente a svernare, perché altrimenti non si capisce come mai non riesce a perdere peso, che a parere di chi vi scrive non è dovuto a porchetta e salame ma più a Barolo e similari.

Ma un allenatore non dovrebbe avere il polso dello spogliatoio e capire che per far crescere Dybala non possiamo farlo in partite importanti ? Sbagliare due rigori allo scadere in due partite consecutive è segno che il ragazzo ha i numeri per diventare un campione, ma non certo lo spirito. Nei momenti topici si eclissa, e sbaglia preso da crisi di panico invisibili ma che portano a perdere tre punti in due partite, e scusate se è poco.

juve lazio dybala
juve lazio dybala

Noi tifosi seri capiamo i problemi di bilancio, gli equilibri dello spogliatoio, la giovane età di alcuni componenti della Rosa, ma sappiamo anche che siamo la Juventus e che se è vero come dicono i giocatori e dirigenti che alla Juve l’unica cosa che conta è vincere che cominciassero a dimostrarlo sul campo, sia in Italia che in particolare all’estero, dove è vero che siamo arrivati secondi due volte in Champions negli ultimi tre anni, ma non partecipavamo ai Mondiali di atletica o alle Olimpiadi, quindi la medaglia d’argento vale quanto il due di Picche.

Diceva qualcuno che a pensar male spesso ci si azzecca, e da settembre ho cominciato ad immaginare che forse l’aumento di stipendio di Allegri sia per ringraziarlo del ruolo di parafulmine in quest’anno di vacche magre, dove in Italia anche le altre squadre si sono rinforzate e non c’è solo il Napoli come antagonista.

 

Il Mister ci ha fatto gioire in questi tre anni, ma deve anche ricordare che un grande allenatore è tale  in tutti i campi, anche internazionale, altrimenti rimarremo sempre la grande Juventus a cui piace vincere facile solo in Italia

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